Guía de arte

Giorgio Fasol. Cortesía de AGI Verona

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Nacimiento: 1938 en Verona, Veneto, Italia
Residencia: Reside en Verona, Veneto, Italia
Artistas en su colección de arte: Adel Abdessemed, Anri Sala, Chen Zhen, Ver tod@s (9)
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Descripción del Profesional del arte

AGI Verona Associazione culturale senza fini di lucro” nasce nel 1988 per volontà fra gli altri di Giorgio ed Anna Fasol. L’obiettivo dell’Associazione Culturale è quello di promuovere progetti dedicati all’arte contemporanea e sostenere l’attività dei giovani artisti internazionali. Lo scopo più a lungo termine dell’associazione è quello di finanziare l’apertura di uno spazio di fruizione e formazione culturale legato all’arte contemporanea. BIO Nato a Verona il 21 luglio 1938. Dalla sua grande passione per l’arte contemporanea nasce una significativa raccolta privata: Agi Verona Collection. Nel 1988 concede il primo prestito: cinque opere, esposte in occasione di Arte Fiera Bologna per una mostra curata da Silvia Evangelista e dedicata alla ricerca sul collezionismo italiano. Da allora le opere appartenenti alla sua collezione non hanno più smesso di viaggiare, richieste e prestate a Musei e Fondazioni di tutto il mondo vengono esposte in mostre e rassegne dedicate al linguaggio artistico contemporaneo. Nel 2010, dal 7 maggio al 22 agosto, Il Mart di Rovereto gli dedica la mostra Linguaggi e Sperimentazioni a cura di Giorgio Verzotti con l’intervento straordinario di Hans Ulrich Obrist. Vengono esposte 70 opere di giovani artisti (dai 20 ai 35 anni) realizzate tutte tra il 2000 e il 2010, altre 25 opere di artisti internazionali vengono depositate al Museo Mart in comodato d’uso; Nel 2014 la mostra La Gioia, presso la Maison Particuliere a Bruxelles; Nel 2015 la mostra Colmare il bocciolo, combattere il verme, regolare il calore, eludere il vento, sfuggire all’ape a cura di Rita Selvaggio organizzata in occasione di Icastica ad Arezzo e la mostra La Sottile Linea del Tempo a cura di Marinella Paderni organizzata a Verona presso il Museo Miniscalchi Erizzo. Numerose le interviste su riviste di settore e quotidiani nazionali. LA COLLEZIONE Ignoranza, Consapevolezza, Ricerca sono le tre fasi che caratterizzano il mio percorso e la mia crescita da collezionista. Agli inizi, essendo un amante dell’arte, ero solito frequentare tutte le gallerie a me più vicine mancava allora uno sguardo critico e selettivo che venne soltanto dopo. Determinante in questo senso si rivelò l’incontro con l’artista veronese (nonché stampatore di libri d’arte) Renzo Sommaruga che seppe aprirmi gli occhi con un’ espressione imperativa: “Non guardare le croste, guarda le opere ! ”. In seguito, invitato presso la sua abitazione, mi mostrò un libro fresco di stampa, un’ edizione a tiratura limitata in cui erano raccolte una poesia di Quasimodo e nove litografie di vari artisti. Fu tra questi un Capogrossi a farmi scattare la così detta “scintilla.” Conobbi poi Alessandro Monzambani critico e assistente del grande Giuseppe Melchiori che mi fece conoscere le opere di vari artisti tra cui Lucio Fontana del quale mi innamorai subito perdutamente. Da quel momento cominciò per me la fase della consapevolezza e fino al 1980 mi dedicai alla conoscenza dei grandi maestri contemporanei. Negli anni successivi, anche viste le mie scarse risorse finanziarie, decisi di focalizzare tutta la mia attenzione sui giovani artisti, una scelta questa che mi permette tutt’ora di soddisfare la mia inesauribile sete di ricerca e scoperta. La collezione AGI Verona si compone oggi di diverse opere le cui date di creazione coincidono per il 90% con la loro data di acquisizione. La vera soddisfazione di questa mia filosofia la ricavo dalle conferme che il tempo, unico giudice, sa darmi incoraggiandomi a proseguire. Riporto di seguito solo alcuni episodi fra i più significativi. Negli anni 80 l’acquisto di Arienti, nel 1991 l’acquisizione di Cattelan, nel 1999 quella di Jim Lambie, nel 2000 quella di Adel Abdessamed, Chen Zen da e del primo video di Anri Sala. Nel 2001 fu invece la volta dell’artista Subodh Gupta ancor oggi immensamente riconoscente per la mia acquisizione, si trattò infatti della sua prima vendita al di fuori dell’India. Non posso evitare di citare il 2003 anno in cui comprai l’ opera di Tino Sehgal (anche in questo caso si trattò della prima opera venduta in Europa). Nel 2004 Simon Starling, nel 2008 Susan Phillips e più recentemente, nel 2012, la giovane Vanessa Safavi e il giovane artista Ibrahim Mahama esposto con un’installazione site-specific alla 56esima Biennale di Venezia. STATEMENT Passione e conoscenza sono alla base di tutto. Mi piace rischiare, scommettere sui giovani artisti, lasciarmi coinvolgere dal colpo di fulmine oltre ogni ragionevole dubbio. D’ altro canto nulla di più vero in questo senso di quanto Andrè Gide fece dire nel lontano 1925 al protagonista dei Falsari: “Non si possono scoprire nuove terre, senza accettare prima di tutto di perdere di vista la costa per lungo tempo.” Il più delle volte la fortuna mi assiste, gli artisti su cui punto spesso raggiungono successi importanti anche a livello internazionale. Un curiosità? spesso la data di acquisizione delle opere in collezione coincide con la data di produzione della stessa. Viaggio molto, i chilometri percorsi sono oramai incalcolabili, ma l’adrenalina mi permette di non essere mai stanco, di restare attento, vigile e curioso, sempre. Una grande verità mi accompagna da anni lungo questo percorso inesauribile di ricerca, un insegnamento di Giuseppe Panza Di Biumo che non scorderò mai: “Se ami l’arte, è l’arte che ama te; se sfrutti l’arte è l’arte che sfrutta te”.

Actualizado

el 19 abr de 2017 por ARTEINFORMADO

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Comisario, Investigador/Docente

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